Uova contaminate da fipronil, in Italia aumentano i controlli

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Uova contaminate da fipronil, in Italia aumentano i controlli

In Italia continuano i controlli a tappeto per scovare eventuali ulteriori casi di contaminazione da Fipronil in uova e prodotti alimentari derivati.

Le verifiche erano partite dopo che un’azienda di distribuzione emiliana aveva reso noto l’acquisto di derivati a rischio (bianco e rosso d’uovo pastorizzati) provenienti dai Paesi Bassi. Tutti i 240 quintali di prodotto della ditta emiliana sono stati bloccati. Successivamente Nas, Ministero e Regioni hanno attivato una serie di controlli a campione, in negozi e allevamenti.

Nel frattempo a Milano era emerso un ulteriore sequestro, precedente alle ispezioni ministeriali e relativo proprio a derivati. Una partita di omelette surgelate, scoperte grazie a verifiche effettuate dall’Ats (l’ex Asl) della città metropolitana di Milano con i Nas, risultate prodotte con uova contaminate dal fipronil. L’assessore milanese al Welfare ha comunicato che “si tratta del prodotto ‘Atsuyaki Tamago’, distribuito dall’azienda tedesca Kagerr, di cui l’International Trade Group è distributore per l’Italia”. Il sequestro “riguarda 127 confezioni (che riportano la data di scadenza al 16 febbraio 2018), di cui, dal 29 giugno scorso, 117 sono già state distribuite al consumatore finale”. Altri casi sono stati registrati in Emilia, Toscana, Campania, Marche e in un laboratorio artigianale di pasta nel Lazio, tutte situazioni in cui sono in corso ulteriori accertamenti.

Per questo motivo il 28 agosto, presso il Ministero della Salute, si è svolto un incontro tecnico tra le Amministrazioni principalmente interessate alla tematica della contaminazione di uova da Fipronil (Ministeri della Salute, delle Politiche Agricole e dello Sviluppo Economico) e le principali organizzazioni della filiera produttiva. Il Ministero della Salute ha illustrato le ulteriori iniziative riguardanti il controllo ufficiale avviato negli allevamenti del territorio nazionale, che prevedono prelievi di campioni in 845 unità, e la prosecuzione dei controlli nelle fasi successive alla produzione primaria. Le parti presenti hanno concordato di richiedere alla Commissione europea l’adozione di iniziative armoniche nei diversi stati membri, riservandosi inoltre l’adozione di ulteriori misure nazionali.Inoltre le Associazioni hanno manifestato il loro impegno ad intensificare l’autocontrollo mirato alla ricerca del contaminante, estendendolo a tutte le unità produttive.

In attesa che si faccia chiarezza sulle reali fonti di contaminazione, l’attività di autocontrollo a tappeto su tutti gli allevamenti di galline rappresenta, secondo Coldiretti, un’azione di grande responsabilità dei produttori nazionali tesa a rafforzare le rassicurazioni delle autorità sanitarie contro il rischio di inutili allarmismi. Il nostro Paese nel 2016 ha però importato 38,1 milioni di chili uova fresche di galline nel 2016 e 11 milioni di ovoprodotti per i quali occorre garantire chiarezza e controlli dopo che il fenomeno ha coinvolto tutta l’Europa. Sulle uova in guscio è presente l’indicazione di origine ma sarebbe opportuno migliorarne la visibilità e la leggibilità, mentre ovoprodotti e derivati dovrebbero essere chiaramente identificati rendendo pubblici i flussi commerciali di tutte le materie prime provenienti dall’estero.

Il caso delle uova al fipronil ha messo ancora una volta in luce come oggi sia ancora possibile aggirare il diritto del consumatore di essere informato su cosa mangia così da poter esercitare, in base alle informazioni ricevute, il proprio diritto di scelta.

In data odierna avrà luogo a Bruxelles la riunione del Comitato PAFF nella Sezione che si occupa della sicurezza tossicologica nella catena alimentare. Vi aggiorneremo in merito a quanto emergerà nel corso dell’incontro.

Fonti: Help Consumatori – Repubblica.it – Diario del Web – Il Fatto Alimentare